Museo della Pieve di San Giuliano, Collegiata di Castiglion Fiorentino
Vai ai contenutiL’ARCHIVIO DELLA COLLEGIATA
Nell’archivio della Collegiata di San Giuliano, fin dalla sua costituzione, il Collegio dei Canonici ha raccolto documenti, scritti che riguardano la fondazione, le donazioni, i possedimenti, l’amministrazione, la costruzione della Nuova Collegiata, i Partiti, la vita della Comunità. Ed è per questo che possiamo parlare di archivio capitolare e archivio parrocchiale: centinaia di filze e di registri, cui si aggiungono una quarantina di pezzi del Fondo Ghizzi divenuti parte integrante di una vecchia segnatura che li ha compresi tra i documenti capitolari. La ricca biblioteca dello storico castiglionese, dopo la sua morte avvenuta nel 1893, da parte della vedova venne in un certo senso smembrata assegnandone buona parte al Comune di Castiglion Fiorentino, alcuni manoscritti vennero ceduti all’Accademia Etrusca di Cortona, altri alla Fraternità dei laici di Arezzo. Una buona parte di scritti e documenti riguardanti chiese, confraternite e beni ecclesiastici, venne ceduta ai canonici del Capitolo della Collegiata dove è rimasta e costituiscono le prime 39 filze ed altre sparse con numerazioni alterne.
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L’area cronologica affrontata in questo archivio si estende dal 1445 al 1948, con una prevalenza di documenti che si riferiscono al XVIII-XIX sec., ma senza una suddivisione in serie, tanto che necessita creare un inventario utile per conoscere la materia della quale molti ignorano la esistenza e la consistenza.
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L’archivio della Collegiata è stato fino ad oggi conservato in una cappella della Pieve, precisamente nella cappella di San Donnino, in una libreria addossata alla parete. Con la creazione del Museo della Pieve, l’archivio trova la sua collocazione nella grande stanza attigua alla Sacrestia dove una serie di ritratti di personaggi che hanno fatto la storia della Collegiata completano e documentano la storia di questa secolare istituzione religiosa.
La sistemazione dell’archivio nella nuova sala e in nuovi contenitori avviene senza avere operato un riordinamento necessario per una efficace consultazione, ed anche per una opportuna raccolta della carte in fascicoli consistenti e non ridotti a buste cartacee di vario colore senza consistenza. La stessa materia risulta spesso raccolta in fascicoli infilzati, non integrabili e alternati in filze diverse.
La nuova sistemazione consente la creazione di due settori diversi, uno per così dire anagrafico e uno storico, con segnatura indipendente già fatta esternamente sui raccoglitori e sui registri in numeri arabi manoscritti, ma non sempre leggibili.
La parte dell’archivio parrocchiale comprende una ampia serie di vacchette numerate fino a 192, ma presenti in numero maggiore. Basti pensare che l’ultima registrazione si riferisce al 1916; la prima che riguarda la Collegiata registra celebrazioni dal 1653; una della Consolazione parte dal 1620.
Anche nei registri parrocchiali la numerazione è progressiva indipendentemente dalla materia.
Il trasferimento conserva la numerazione data a suo tempo da 1 a 178.
I registri dei battezzati partono con la registrazione del 1543.
Per i matrimoni si conservano registri a cominciare dal 1564.
Gli stati d’anime registrano le famiglie della parrocchia dal 1804 al 1910.
I registri dei morti iniziano con il 1666.
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